Questa tipologia di gioco non deve essere considerata un passatempo,

 

     ma un’ attività didattica a tutti gli effetti nella quale si richiede fantasia, precisione ed organizzazione mentale nelle varie fasi di lavorazione.
E’ necessario imparare ad ottimizzare il disegno per evitare spreco di materiale ed insieme alla manualità e a tanta “pazienza”, dote che i ragazzi di oggi del tutto pronto e del tutto subito stanno lentamente perdendo, si possono ottenere dei risultati sorprendenti. 


Pazienza e determinazione permettono di raggiungere il risultato e di misurare la nostra stanchezza autoregolando la nostra attenzione 
Naturalmente anche la forza ha la sua importanza perciò suggerirei di iniziare con bimbi dagli otto anni in su impiegando, almeno all’inizio, multistrato tenero (compensato). Il pioppo, spessore 3mm, va benissimo……basteranno 15 minuti di lavoro per vedere le mani dei piccoli “Geppetto” arrossate e doloranti.
L’importanza del fare, realizzare, creare non è una novità: “in ogni uomo e donna nasce l’istinto di costruire e di fare” affermava già Platone. 

Oggi è anche stato dimostrato che le attività manuali sono molto gratificanti e di conseguenza risultano essere fondamentali per il benessere fisico e psicologico del bambino:


Fare contribuisce a scoprire “Chi sono io”: costruendo un oggetto, un qualcosa, i bambini imparano a capire come si compone l’oggetto, ma principalmente sperimentano il loro impegno, la loro costanza, la loro determinazione, la loro attenzione e concentrazione, la motivazione nel raggiungere un risultato che dia soddisfazione, capiscono se stessi e i meccanismi che sostengono gli apprendimenti proteggendo l’autostima, la dignità e la salute psicologica;


Fare migliora l’autostima: un aspetto importante è il richiamo al senso di autoefficacia dei bambini che si avvicinano a questi lavori manuali. Nella scuola primaria ancora si sperimenta la personale capacità di raggiungere obiettivi e risultati. Iniziare con queste attività è un modo per sperimentare il successo, raggiungere un adeguato grado di autovalutazione di sé, raggiungere e realizzare un obiettivo, permettere di sentirsi gratificati in grado di raggiungere un risultato


• Fare stimola il sentimento del benessere personale: Sappiamo quanto i bambini siano felici, esaltati dalle proprie creazioni, dal raggiungimento del risultato finito. Il bambino deve essere fonte attiva del suo costruirsi dentro e fuori. Una didattica ludica ed interessante genera un clima che accoglie e crea armonia con gli altri individui. Il voto numerico perde d'importanza nelle attività manuali. Il rinforzo e la gioia nascono dall'approvazione di chi li osserva e li aiuta.


• Fare rilascia endorfine: il flusso dei pensieri si interrompe ed è possibile godere del silenzio interiore osservando ciò che stanno facendo. Fare qualcosa di benefico per la mente permettendo il rilassamento, rilascia endorfine: sostanze chimiche prodotte dal sistema nervoso centrale che creano uno stato di euforia più o meno intenso a seconda della quantità rilasciate; in questo modo diminuisce la tensione muscolare data dalla quotidianità e si procura una sensazione di energia.


• Fare interrompe il contino e logorante pensiero dei voti e della valutazione delle performances fonte di ansia: queste attività sono un modo alternativo di liberarsi dallo stress, far lavorare le mani dando riposo alla mente è un efficace antistress.

• Fare favorisce l’industriosità: nello sviluppo del bambino di qualunque età il creare è fondamentale, è la porta verso la conoscenza, verso la vita. Con queste attività si permette al bambino di sentirsi capace di eseguire, risolvere, progettare forte della sua industriosità, capacità. Attività che permettono di stimolare la operosità, il fare, l’inventiva, la creatività, l’estro consentono di accrescere la capacità di deduzione e intuizione, ponendo le basi per un pensiero agile e mobile che protegge i bambini da un pensiero incline alla negatività e alla fissità delle esperienze personali;


• Fare favorisce l’integrazione tra emisfero destro e sinistro: insegna a pensare, valutare ed attuare, a seguire una logica ed una cronologia delle azioni oltre che a seguire un ragionamento. Queste sono le caratteristiche dell’emisfero sinistro. L’emisfero destro produce invece le idee, la parte creativa ed artistica, il colore, dà la visione d’insieme, porta a ricompone l’oggetto a vederlo finito. Si sviluppano quindi in maniera equilibrata entrambi gli emisferi del cervello dando continuità all’attenzione del bambino;


• Fare significa esercitare la coordinazione occhio mano: il lavorare con le mani permette di esercitare la coordinazione occhio mano, aiutando l’inseguimento visivo, capacità importanti per la scrittura. Si esercita la percezione del ritmo delle mani e la capacità del cervello di seguire il ritmo delle indicazioni fornite, dunque migliora la coordinazione e la destrezza mentale mantenendosi in allenamento.


• Fare significa sperimentare la relazione sociale con gli adulti: nel momento in cui si sperimentano attività manuali si mescolano due aspettative: il bambino si aspetta di riuscire a realizzare mentre l’ adulto investe di attese e timori la realizzazione dell’oggetto. Sullo sfondo prende forma una tensione potenzialmente positiva che trasforma la relazione, apparentemente semplice, in un generatore di esperienze per il sé. In questa esperienza relazionale i bambini sperimentano l’altro.
In definitiva queste attività didattiche hanno davvero mille benefici , dalla salute al miglioramento delle capacità cognitive; attività nobili e antiche che con semplicità ed un basso investimento economico possono aiutare i bambini ad adattarsi alla vita con facilità e successo.

buon gioco tutti

Luca / Claudia



Gioca per apprendere.

Gioca per imparare.

Perchè ?